Foto del primo maggio

Foto del primo maggio

Il picnic è da sempre, nel nostro immaginario collettivo, l'immagine del momento conviviale perfetto, sinonimo di serenità e libertà, simbolo per eccellenza della primavera e dei day off di festa, quando si ha voglia di riconciliarsi con una vita più lenta e con la natura. Caratterizzato da un cibo semplice e dall'assenza di sovrastrutture, non è arrivato nei nostri giorni all'improvviso, ma ha una storia alle spalle antica e affascinante.  Il decalogo del picnic: così la scampagnata del Primo maggio sarà perfetta

 (foto de Il favoloso mondo del picnic) 

A partire dalla parola stessa, di chiara origine francese, che racchiude già tutto il senso: pique e nique, il primo verbo equivalente al nostro spiluccare e la seconda è una parola per identificare qualcosa di poco conto, di piccolo. Come racconta Antonella Guzzardi, autrice de Il Favoloso mondo del picnic (Gribaudo, 12,66 euro, 160 pp), le prime attestazioni di pranzi conviviali, consumati all'aperto e dove ognuno "portava qualcosa" si hanno in epoca medioevale ed erano tipici del modo di vivere dei branchi di cacciatori; fra quel momento e l'oggi, fra il Medioevo e le nostre abitudini, c'è l'epoca vittoriana. E' proprio in questo periodo che si sente la necessità di curare maggiormente i pranzi all'aperto e si sviluppa una particolare cultura per la scelta dei luoghi più adatti, dai giardini ai boschetti, in modo che i pranzi non avessero niente da invidiare a quelli delle dimore nobiliari. Ed è proprio nell'alta società inglese che viene fondata la Picnic Society, un vero e proprio club che finì per siglare quella dei pranzi fuori porta, come una vera e propria piccola arte, diventata poi nei secoli sempre più informale e alla portata di tutti.  Il decalogo del picnic: così la scampagnata del Primo maggio sarà perfetta

 (foto de Il favoloso mondo del picnic)

Una diffusione di massa sviluppatasi anche grazie a varie invenzioni che hanno reso più semplice l'approccio a un pranzo sul prato, come l'iconico cestino di vimini o l'entrata in commercio, verso la metà del secolo scorso, delle stoviglie di plastica, leggere e riutilizzabili. Ma oggi, dopo oltre un secolo di evoluzioni e trasformazioni, cosa significa preparare un picnic perfetto? E' possibile, esistono delle regole imprescindibili, oppure come la Guzzardi scrive nel suo libro, "è un ingresso nella tana del bianconiglio" dove, in fondo, la fantasia ha ampio spazio? Nonostante quest'idea romantica, l'autrice ha provato a racchiudere tra le pagine di un manuale sui genersi tutti i segreti fondamentali. Da come organizzare una festa sul prato ispirata ai ruggenti anni '20, passando a un pranzo in perfetto stile Wes Anderson, fino ad arrivare al picnic al mare o a quello più adatto a una famiglia per bambini. Il tutto corredato da ricette speciali e piccoli trucchi. 
Il decalogo del picnic: così la scampagnata del Primo maggio sarà perfetta

  (foto de Il favoloso mondo del picnic)


Quale che sia la vostra necessità, abbiamo raccolto per voi i dieci passi dai quali non potete prescindere per fare bella figura con i vostri invitati: 
1. Non trascurare la cornice.
Un buon picnic va studiato nei minimi dettagli, a partire dall'allure o dall'atmosfera che si vuole creare per il proprio pranzo, che sia all'insegna del relax, un momento romantico o una festa di compleanno per bambini. Regolandosi di conseguenza. Per prima cosa bisogna scegliere accuratamente la location, da valutare anche in base al periodo dell'anno: una radura assolata, senza ripari, potrebbe non essere il massimo in pieno agosto, ma adatta a un evento primaverile o autunnale. 
2. L'arredamento.
Va pensato in anticipo, soprattutto se si vogliono evitare casi spiacevoli, come uno zio intento a mangiare con un piatto appoggiato alla radice di un albero, o similari. Va innanzitutto scelto se si mangerà per terra o sui tavolini. Nel secondo caso la soluzione perfetta sono i tavolini di bambù (o di plastica dura colorata, a seconda dello stile desiderato) che vengono usati per la colazione a letto. A seconda che il supporto del vostro pranzo sia una tavoletta o una grande tovaglia colorata, andranno sicuramente acquistati: packaging per alimenti (tovagliette, nastrini, stuzzicadenti per tenere fermi i sandwich e tutto ciò che serve a far mangiare in comodità i vostri commensali), decorazioni in carta o fiori freschi per rendere il tutto più piacevole e le stoviglie. Se non si hanno molti ospiti, una delle ultime tendenze è quella di scegliere le stoviglie in porcellana, meglio ancora se spaiate e con un'allure vintage. 
Il decalogo del picnic: così la scampagnata del Primo maggio sarà perfetta

 Il cestino da picnic: fondamentale


3. Il cestino.
E' il cuore di ogni picnic e non può essere un cestino qualsiasi, in più sarà il supporto fondamentale per il trasporto di vettovaglie e vivande. In commercio esistono vari tipi di cestini, i più comodi possono sembrare quelli già confezionati, ma risultano a lungo andare impersonali, come sottolinea la scrittrice del Favoloso mondo del picnic. Andrebbero invece scelti alcuni cesti, un paio se si tratta di un evento con molti invitati, in vimini senza set già preconfezionati: in uno riporre piatti, bicchieri e posate, nell'altro invece tutti i cibi che non hanno bisogno della borsa frigo. Per gli alimenti deperibili, resta indispensabile l'utilizzo di un recipiente termico e di ciabatte di ghiaccio sintetico per conservare il tutto. 
4. Valutare il tempo a disposizione.
Qualche giorno prima, per essere sicuri di non ritrovarsi in difficoltà il giorno dell'evento, bisogna fare la famigerata check list: la lista delle cose da fare. Carta, penna e punto dopo punto tutti i passaggi fondamentali della vostra organizzazione che, oltre i suppellettili materiali e il menu, non può prescindere  dalla valutazione dei partecipanti. Vanno considerati: il numero degli invitati, il loro appartenere alla categoria adulti oppure bambini e la presenza di particolari necessità alimentari, dettate da allergie o altro. 
Il decalogo del picnic: così la scampagnata del Primo maggio sarà perfetta

  (foto de Il favoloso mondo del picnic)


5. No alle preparazioni calde.
Vanno predilette le cosiddette ricette "fredde" non solo per l'impossibilità di scaldare qualsiasi altro tipo di piatto, ma per il non sottovalutabile aspetto della sicurezza alimentare. Dalla primavera avanzata in poi quindi, andranno prediletti tipi di preparazioni come torte salate, cibi privi di creme, meglio se in teglia in modo da poterli trasportare facilmente. Estremamente in voga, attualmente, anche monoporzioni, sia salate che dolci, e gli intramontabili sandwich. A questo, vanno aggiunte le intramontabili insalate, con ingredienti freschi e non deperibili. 
6. Crearsi uno schema e tradurlo in menu.
 
"Fate in modo che tutti abbiano la possibilità di mangiare qualcosa di dolce e di salato", sottolinea la scrittrice, aggiungendo poi quanto sia importante, per la serenità di un pranzo in comitiva, di tenere conto di intolleranze e necessità alimentari, preparando "ricette che vadano bene per tutti", oppure creando piccole varianti ad hoc. Il picnic perfetto, secondo Antonella Guzzardi, è composto da almeno tre preparazioni salate, un dolce e stuzzichini per aperitivo e per merenda, in quantità di uno, da aumentare se si prevede di prolungare a lungo la permanenza. Per organizzare un pranzo vincente, bisogna scegliere il filo conduttore: per gli eventi in famiglia, potrebbe essere perfetto "il tema vintage, con ricette di ispirazione anni '50 o della nonna", oppure un menu ultramoderno "con riso nero, cereali, cerdure, fiori eduli, cake salati e dolci leggeri". Il tutto tenendo sempre conto della stagionalità.
  Il decalogo del picnic: così la scampagnata del Primo maggio sarà perfetta

 (foto de Il favoloso mondo del picnic) 


7. Ad ogni stagione le sue ricette.
Considerare il clima, quando si organizza un picnic, è fondamentale. Non solo nella scelta, come abbiamo detto, del luogo ma anche in quella delle ricette e degli ingredienti. Per un picnic primaverile, la stagione preferita per questi eventi, si ha l'imbarazzo della scelta: si può optare per un pranzo leggero, con ingredienti selezionati, e ai fiori eduli aggiungere insalate e altre preparazioni con le erbe spontanee. L'estate è la stagione a cui si deve invece fare più attenzione: evitare i formaggi, salse e creme e il pesce fresco, in favore di preparazioni fredde, come insalate di pasta e riso oppure quiche, muffin e plum cake salati. Immersi nelle foglie che ingialliscono, i picnic d'autunno sono forse i più romantici; come ingredienti si possono utilizzare funghi, castagne, cachi, che mixati con un'insalata di cereali o usati per farcire una quiche con del formaggio, permettono subito un risultato ad hoc.
8. Le bevande.
Sono fondamentali, anche se si è in autunno e non fa particolarmente caldo. Oltre a quelle di accompagnamento al pasto, da abbinare ai cibi preparati e all'immancabile acqua, va pensato un aperitivo colorato e accattivante per il benvenuto, succhi di frutta in abbondanza per i bambini e un paio di termos di caffè per il post pranzo. 
9. Le preparazioni: quando farle?
Il tutto può incominciare a entrare in porto due giorni prima dell'evento, quando diventa possibile cominciare a preparare le basi per le torte, i biscotti o il ragù per il sartù di riso, ad esempio. La maggior parte del lavoro va svolta il giorno prima, per non andare in affanno: la mattina - o la sera prima -, partire con le lievitazioni lunghe e medie, in modo da avere il tempo di infornare prima che venga sera. Nel frattempo, si possono cuocere pasta e cereali, preparare le salse e i ripieni delle torte salate. Il giorno stesso è dedicato alla preparazione delle insalate e delle verdure che andranno consumate fresche: vanno lavate e conservate separatamente, da assemblare e condire solo in loco. All'ultimo momento possono essere preparate anche le fritture, e ovviamente il caffè ed eventuali infusi per le bevande.
10. Tutti i segreti del trasporto.
 
E' necessaria molta organizzazione. Come si è detto, le insalate e gli incredienti crude vanno tenuti puliti e chiusi ermeticamente, e i condimenti vanno tenuti  - tranne nel caso di pasta, riso o altri cereali - in barattoli di vetro a parte. Nel caso di torte e tortini, bisogna sformarli quando freddi, tagliarli in macro porzioni e posizionarli in contenitori appositi, mentre muffin e dolci preparati in monoporzione possono restare nei pirottini per essere sformati al momento. Non solo il cibo, ma anche le stoviglie vanno protette: per non farle rompere o danneggiare, si possono avvolgere in fogli di giornale o stracci da cucina prima di impilarle le une nelle altre. Stesso trattamento per bicchieri, tazzine e posate - che possono invece sporcarsi nel trasporto -.
 
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